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Portami il flauto e Canta!

Portami il flauto e Canta!

Portami il flauto e canta!

poiché nel canto sta il mistero dell’eternità…

E il gemito del flauto rimane

anche dopo la fine dell’esistenza…

Hai scelto la foresta,

come dimora piuttosto che i palazzi?

Hai scalato i ruscelli e le rocce?

Ti sei bagnato nel profumo

e poi ti sei asciugato con la luce del sole?

Hai assaggiato il vino del mattino

da coppe di etere?

Portami il flauto e canta

che è il mistero dell’eternità…

E il gemito del flauto rimane

anche dopo la fine della vita…

Ti sei seduto da solo al tramonto tra i grappoli

appesi come lampadari d’oro…?

Hai fatto dell’erba il tuo letto per la notte?

Ti sei avvolto nell’aria serale

e preso il cielo per coperta?

In modo da poter consentire al futuro di venire

e lasciare andare il passato?

Portami il flauto e canta

in modo che i nostri cuori possano essere in equilibrio…

E il gemito del flauto rimane

anche dopo la fine di tutti i peccati…

Portami il flauto e canta

E dimentica le malattie e le loro cure…

poiché le persone non sono che

delle linee di poesia scritte, ma con acqua.

Khalil Gibran (جبران خليل جبران o Jibrān Khalīl Jibrān)

(Bsharri, 6 gennaio
1883New York, 10 aprile
1931)

Gibran è stato un poeta, pittore e filosofo
libanese.

Libanese di religione cristiano-maronita emigrò negli Stati Uniti;

le sue opere si diffusero ben oltre il suo paese d’origine:

fu tra i fondatori, insieme a Mikha’il Nu’ayma, dell’ Associazione degli scrittori,

punto d’incontro dei letterati arabi emigrati in America.

La sua poesia venne tradotta in oltre 20 lingue,

e divenne un mito per i giovani che considerarono le sue opere come breviari mistici.

Gibran ha cercato di unire nelle sue opere la civiltà occidentale e quella orientale.

Fra le opere più note: Il Profeta e Massime spirituali.

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