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Se fossi abbastanza ricco,

Ti avrei regalato la luce della luna… e comprensione…

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Il piccolo principe

Citazioni


1

I grandi mi risposero di lasciare da parte i boa, sia di fuori che di dentro,

e di applicarmi invece alla geografia, alla storia, all’aritmetica e alla grammatica.

Fu così che a sei anni io rinunziai a quella che avrebbe potuto essere la mia gloriosa carriera di pittore.

Il fallimento del mio disegno numero uno e del mio disegno numero due mi aveva disanimato.

I grandi non capiscono mai niente da soli e i bambini si stancano a spiegargli tutto ogni volta.

Allora scelsi un’altra professione e imparai a pilotare gli aeroplani.

Ho volato un po’ sopra tutto il mondo: e veramente la geografia mi è stata molto utile.

A colpo d’occhio posso distinguere la Cina dall’Arizona,

e se uno si perde nella notte, questa sapienza è di grande aiuto.

Ho incontrato molte persone importanti nella mia vita, ho vissuto a lungo in mezzo ai grandi.

Li ho conosciuti intimamente, li ho osservati proprio da vicino.

Ma l’opinione che avevo di loro non è molto migliorata.

2

Quando ne incontravo uno che mi sembrava di mente aperta,

tentavo l’esperimento del mio disegno numero uno, che ho sempre conservato.

Cercavo di capire così se era veramente una persona comprensiva.

Ma, chiunque fosse, uomo o donna, mi rispondeva: ” È un cappello”.

E allora non parlavo di boa, di foreste primitive, di stelle.

Mi abbassavo al suo livello. Gli parlavo di bridge, di golf, di politica, di cravatte.

E lui era tutto soddisfatto di avere incontrato un uomo tanto sensibile.

3

Ho serie ragioni per credere che il pianeta da dove veniva il piccolo principe e l’asteroide B 612.

Questo asteroide è stato visto una sola volta al telescopio da un astronomo turco.

Aveva fatto allora una grande dimostrazione della sua scoperta a un Congresso Internazionale d’Astronomia.

Ma in costume com’era, nessuno lo aveva preso sul serio.

I grandi sono fati così.

Fortunatamente per la reputazione dell’asteroide B 612 un dittatore turco impose al suo popolo, sotto pena di morte, di vestire all’europea.

L’astronomo rifece la sua dimostrazione nel 1920, con un abito molto elegante.

E questa volta tutto il mondo fu con lui.

4

I grandi amano le cifre.

Quando voi gli parlate di un nuovo amico, mai si interessano alle cose essenziali.

Non si domandano mai:

“Qual è il tono della sua voce?

Quali sono i suoi giochi preferiti?

Fa collezione di farfalle?”.

Ma vi domandano:

“Che età ha? Quanti fratelli? Quanto pesa? Quanto guadagna suo padre?”

Allora soltanto credono di conoscerlo.

Se voi dite ai grandi:

“Ho visto una bella casa di mattoni rosa, con dei gerani alle finestre, e dei colombi sul tetto”, loro non arrivano a immaginarsela.

Bisogna dire:

“Ho visto una casa di centomila lire”, e allora esclamano: “Com’è bella”.

Così se voi gli dite:

“La prova che il piccolo principe e esistito, sta nel fatto che era bellissimo, che rideva e che voleva una pecora. Quando uno vuole una pecora è la prova che esiste”.

Be’, loro alzeranno le spalle, e vi tratteranno come un bambino. Ma se voi invece gli dite:

“Il pianeta da dove veniva è l’asteroide B 612” allora ne sono subito convinti e vi lasciano in pace con le domande. Sono fatti così.

Non c’è da prendersela.

I bambini devono essere indulgenti coi grandi.

5

È triste dimenticare un amico.

Non tutti hanno avuto un amico.

6

I fiori sono deboli. Sono ingenui. Si rassicurano come possono.

Si credono terribile con le loro spine

Da migliaia di anni i fiori fabbricano le spine.

Da migliaia di anni le pecore mangiano tuttavia i fiori.

E non è una cosa seria capire perché i fiori si danno tanto da fare per fabbricarsi delle spine che non servono a niente?

Non è importante la guerra fra le pecore e i fiori?

Non è più serio e più importante delle addizioni di un grosso signore rosso?

E se io conosco un fiore unico al mondo,

che non esiste da nessuna parte,

altro che nel mio pianeta,

e che una piccola pecora può distruggere di colpo,

così un mattino, senza rendersi conto di quello che fa,

non è importante questo?”

7

Se qualcuno ama un fiore, di cui esiste un solo esemplare in milioni e milioni di stelle,

questo basta a farlo felice quando lo guarda.

E lui si dice: “Il mio fiore è là in qualche luogo.”

8

Io conosco un pianeta su cui c’è un signor Chermisi.

Non ha mai respirato un fiore.

Non ha mai guardato una stella.

Non ha mai amato nessuno.

Non fa altro che addizioni.

E tutto il giorno ripete come te:

“Io sono un uomo serio! Io sono un uomo serio!” e si gonfia di orgoglio.

Ma non è un uomo, è un fungo!”

9

Mi domando, disse, se le stelle sono illuminate perché ognuno possa un giorno trovare la sua.

10

Gli uomini?

Ne esistono, credo, sei o sette.

Li ho visti molti anni fa.

Ma non si sa mai dove trovarli.

Il vento li spinge qua e là.

Non hanno radici, e questo li imbarazza molto.

11

Non si vede bene che col cuore.

L’essenziale è invisibile agli occhi.

12

Non si è mai contenti dove si sta.

13

Gli uomini, disse il piccolo principe, si imbucano nei rapidi,

ma non sanno più che cosa cercano.

Allora si agitano, e girano intorno a se stessi”

14

Un po’ d’acqua può far bene anche al cuore…

15

Da te, gli uomini, disse il piccolo principe, coltivano cinquemila rose nello stesso giardino e non trovano quello che cercano.

Non lo trovano, risposi.

E tuttavia quello che cercano potrebbe essere trovato in una sola rosa o in un po’ d’acqua.

Certo, risposi.

E il piccolo principe soggiunse:

Ma gli occhi sono ciechi.

Bisogna cercare col cuore.

16

Ma gli occhi sono ciechi.

Bisogna cercare col cuore.

17

Se tu vuoi bene ad un fiore che sta in una stella, è dolce, la notte, guardare il cielo.

Tutte le stelle sono fiorite.

18

Guarderai le stelle la notte.

È troppo piccolo da me perché ti possa mostrare dove si trova la mia stella.

Meglio così.

La mia stella sarà per te una delle stelle. Allora tutte le stelle, ti piacerà guardarle…

Tutte saranno tue amiche.

E poi voglio farti un regalo…

19

Gli uomini hanno delle stelle che non sono le stesse.

Per gli uni, quelli che viaggiano, le stelle sono delle guide.

Per altri non sono che delle piccole luci.

Per altri, che sono dei sapienti, sono dei problemi.

Per il mio uomo d’affari erano dell’oro.

Ma tutte queste stelle stanno zitte.

Tu, tu avrai delle stelle come nessuno ha…

– Che cosa vuoi dire?

– Quando tu guarderai il cielo, la notte, visto che io abiterò in una di esse, visto che io riderò in una di esse, allora sarà per te come se tutte le stelle ridessero.

Tu avrai, tu solo, delle stelle che sanno ridere!

E rise ancora.

– E quando ti sarai consolato (ci si consola sempre), sarai contento di avermi conosciuto.

Sarai sempre il mio amico.

Avrai voglia di ridere con me.

E aprirai a volte la finestra, così, per il piacere…

E i tuoi amici saranno stupiti di vederti ridere guardando il cielo.

Allora tu dirai: “Sì, le stelle mi fanno sempre ridere!”

20

Le parole sono una fonte di malintesi.

IL piccolo principe

Antoine de Saint Exupéry

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Accettarsi!

Accettarsi!

 

Di solito e molto spesso diciamo gli uni agli altri: “Ti accetto come sei!”

La nostra attitudine dovrebbe essere riguardo questa dichiarazione: potremmo, dovremmo, ci piacerebbe…

Qui abbiamo solo il diritto di dire: Se fossi abbastanza ricco, vorrei regalarti: Comprensione!

 

Non esistono delle giustificazioni giustificabili!

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Amici

Amici

 

Come i sommorzzatori cercano perle…

In questo modo dobbiamo cercare degli amici!

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Tra amicizia e solitudine

Tra amicizia e solitudine

 

 

La presenza di un amico non interrompe la solitudine ma piuttosto l’adorna.

È preferibile essere privato della solitudine che di un amico…

 

De vita solitaria

Francesco Petrarca

 

Francesco Petrarca

(Arezzo, 20 luglio
1304Arquà, 19 luglio
1374)

Francesco Petrarca è stato uno scrittore, poeta e umanista
italiano. L’opera per la quale Petrarca è universalmente noto è il Canzoniere.

Petrarca, nonostante si considerasse soprattutto, come tutti gli eruditi del suo tempo, un autore di lingua latina, svolse un ruolo essenziale per lo sviluppo della poesia italiana in volgare.

L’opera lirica di Petrarca, come è stato sottolineato dalla critica, somma infatti in sé tutte le esperienze della poesia italiana delle origini, compiendo tuttavia una selezione dal punto di vista della metrica (stabilendo ad esempio precise regole sull’accentazione degli endecasillabi che all’epoca di Dante era ancora meno codificata) e negli argomenti (escludendo dal canone tematico gli elementi goliardici e realistici che nel Duecento erano stati presenti e che continuavano ad avere successo nel Trecento) che influenzò fortemente tutta la poesia a venire. Il fenomeno del petrarchismo costituisce uno dei capitoli più complessi nella storia delle tradizioni letterarie europee.

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Sii mio amico!

Sii mio amico!

Come sarebbe bello se fossimo rimasti amici!

Ogni donna ha bisogno della mano di un amico

Ha bisogno di sentire parole buone

Sii mio amico!

A volte ho bisogno di camminare con te in un parco

Per leggere insieme poesie

Io – come donna – sono felice di sentirti

Sii mio amico!

I miei hobby sono modesti

I miei interessi sono piccoli

E tutta la mia ambizione sta

Nel camminare per ore con te sotto la pioggia

Quando sono triste

E la melodia mi fa piangere

Allora perché ti interessi solo a mio aspetto

E non guardi al mio cervello?

Ho molto bisogno di un porto di pace…

Io sono stufa delle notizie e storie d’amore

Parla!

Perché ti dimentichi la metà delle parole quando m’incontri?

Sii mio amico!

Non vi è alcuna diminuzione della mascolinità

Tuttavia, gli uomini non accettano altro che il ruolo principale!

Suad Al-Sabah

Poeta, economista, editore, attivista per il cambiamento sociale che colpiscono le donne e bambini.

Suad Muhammad al-Sabah (scritto anche Souad alSabah o Suʿad al-Sabah) è nata nel 1942 in Kuwait, e fa parte della famiglia regnante. Si è laureata presso la facoltà di Economia e Scienze Politiche presso l’Università di Cairo, nel 1973. Ha ottenuto un dottorato in economia presso l’Università Sari Guilford nel Regno Unito nel 1981. Più tardi tornò in Kuwait e ha stabilito la casa editrice alSabah Suad. Ha pubblicato diversi libri di poesia e ha istituito un premio letterario che porta il suo nome. Lei ha anche scritto centinaia di saggi economici e politici, nonché degli articoli popolari in diverse riviste e quotidiani locali arabi e internazionali. La sua poesia è stata tradotta in molte lingue, compreso l’inglese.

Al-Sabah è il direttore del Kuwait Stock Exchange e un membro del Consiglio Superiore per l’Istruzione, il Comitato esecutivo della Organizzazione mondiale della donna musulmana per il Sud Est asiatico e del consiglio di amministrazione e del comitato esecutivo dell’Intelletto arabo Forum. È anche membro fondatore della Istituzione della cultura araba, il comitato esecutivo dell’organizzazione per i diritti dell’uomo arabo, e il Consiglio arabo per l’Infanzia e lo sviluppo. La sua poesia ha catturato l’attenzione di artisti popolari e dei ricercatori universitari in molti paesi. Le sue pubblicazioni letterarie includono Wamdatt Bakira (I primi guizzi) e Lahathat min Umri (Momenti della mia vita, 1961). I suoi lavori scientifici in lingua inglese includono lo sviluppo nella pianificazione dell’economia del petrolio e del ruolo della donna (1983) e il Kuwait: Anatomia di una crisi economia (1984).

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