Archivi del mese: agosto 2010

Tra amicizia e solitudine

Tra amicizia e solitudine

 

 

La presenza di un amico non interrompe la solitudine ma piuttosto l’adorna.

È preferibile essere privato della solitudine che di un amico…

 

De vita solitaria

Francesco Petrarca

 

Francesco Petrarca

(Arezzo, 20 luglio
1304Arquà, 19 luglio
1374)

Francesco Petrarca è stato uno scrittore, poeta e umanista
italiano. L’opera per la quale Petrarca è universalmente noto è il Canzoniere.

Petrarca, nonostante si considerasse soprattutto, come tutti gli eruditi del suo tempo, un autore di lingua latina, svolse un ruolo essenziale per lo sviluppo della poesia italiana in volgare.

L’opera lirica di Petrarca, come è stato sottolineato dalla critica, somma infatti in sé tutte le esperienze della poesia italiana delle origini, compiendo tuttavia una selezione dal punto di vista della metrica (stabilendo ad esempio precise regole sull’accentazione degli endecasillabi che all’epoca di Dante era ancora meno codificata) e negli argomenti (escludendo dal canone tematico gli elementi goliardici e realistici che nel Duecento erano stati presenti e che continuavano ad avere successo nel Trecento) che influenzò fortemente tutta la poesia a venire. Il fenomeno del petrarchismo costituisce uno dei capitoli più complessi nella storia delle tradizioni letterarie europee.

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Felicità

Felicità

“Ho un disperato bisogno di aiuto, o diventerò matto.

Viviamo in una sola stanza, mia moglie, i miei figli e i miei suoceri.

Abbiamo i nervi a pezzi, urliamo e gridiamo gli uni contro gli altri.

Quella stanza è un inferno”.

“Mi prometti DI fare tutto quello che ti dirò?” disse il maestro gravemente.

“Giuro che farò qualunque cosa”.

Benissimo. Quanti animali avete?”.

“Una mucca, una capra e sei polli”.

“Prendeteli tutti nella stanza con voi. Poi torna tra una settimana”.

Il discepolo era atterrito.

Ma aveva promesso di obbedire!

Così prese in casa gli animali.

Una settimana dopo tornò, ridotto a un pietoso essere gemebondo:

“I miei nervi sono distrutti. Lo sporco! Il puzzo! Il rumore! Siamo tutti al limite della pazzia!”.

“Torna indietro”, disse il maestro, “e metti fuori gli animali”.

L’uomo andò a casa di corsa.

E il giorno dopo tornò, con gli occhi brillanti di gioia.

“Quant’è dolce la vita! Gli animali se ne sono andati. La casa è un paradiso… così tranquilla, pulita, spaziosa!”.

Un minuto di saggezza

Anthony de Mello

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Il canto degli uccelli

Il canto degli uccelli

I discepoli facevano molte domande su Dio.

Il Maestro disse: “Dio è ignoto, e inconoscibile,

ogni affermazione che lo riguardi,

ogni risposta alle vostre domande,

è una distorsione della verità.”

I discepoli rimasero perplessi.

“Ma allora perché parli di lui?”

“Perché cantano gli uccelli?”, disse il Maestro.

Un uccello non canta perché ha qualche dichiarazione da fare.

Canta perché ha una canzone.

Le parole dell’erudito devono essere comprese.

Le parole del maestro, non si devono comprendere,

bisogna ascoltarle come si ascolta il vento tra gli alberi

e il rumore del fiume

e il canto degli uccelli.

Esse risveglieranno nel cuore

qualcosa che è al di là di ogni conoscenza.

Il canto degli uccelli

Anthony de Mello

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Bisogno

Bisogno

Non ho bisogno di parole…

Ho dizionari e lessici…!

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