Archivi del mese: giugno 2010

Portami il flauto e Canta!

Portami il flauto e Canta!

Portami il flauto e canta!

poiché nel canto sta il mistero dell’eternità…

E il gemito del flauto rimane

anche dopo la fine dell’esistenza…

Hai scelto la foresta,

come dimora piuttosto che i palazzi?

Hai scalato i ruscelli e le rocce?

Ti sei bagnato nel profumo

e poi ti sei asciugato con la luce del sole?

Hai assaggiato il vino del mattino

da coppe di etere?

Portami il flauto e canta

che è il mistero dell’eternità…

E il gemito del flauto rimane

anche dopo la fine della vita…

Ti sei seduto da solo al tramonto tra i grappoli

appesi come lampadari d’oro…?

Hai fatto dell’erba il tuo letto per la notte?

Ti sei avvolto nell’aria serale

e preso il cielo per coperta?

In modo da poter consentire al futuro di venire

e lasciare andare il passato?

Portami il flauto e canta

in modo che i nostri cuori possano essere in equilibrio…

E il gemito del flauto rimane

anche dopo la fine di tutti i peccati…

Portami il flauto e canta

E dimentica le malattie e le loro cure…

poiché le persone non sono che

delle linee di poesia scritte, ma con acqua.

Khalil Gibran (جبران خليل جبران o Jibrān Khalīl Jibrān)

(Bsharri, 6 gennaio
1883New York, 10 aprile
1931)

Gibran è stato un poeta, pittore e filosofo
libanese.

Libanese di religione cristiano-maronita emigrò negli Stati Uniti;

le sue opere si diffusero ben oltre il suo paese d’origine:

fu tra i fondatori, insieme a Mikha’il Nu’ayma, dell’ Associazione degli scrittori,

punto d’incontro dei letterati arabi emigrati in America.

La sua poesia venne tradotta in oltre 20 lingue,

e divenne un mito per i giovani che considerarono le sue opere come breviari mistici.

Gibran ha cercato di unire nelle sue opere la civiltà occidentale e quella orientale.

Fra le opere più note: Il Profeta e Massime spirituali.

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Consapevolezza

Il barbone di Londra

 

 

C’era un giorno un barbone che vive a Londra, che si sta sistemando per la notte.

É riuscito a malapena a procurarsi una crosta di pane da mangiare.

Tuttavia, giunge fino all’argine del Tamigi.

Sta scendendo una pioggerellina leggera, e così si rannicchia nel suo vecchio cappotto sbrindellato.

É lì lì per addormentarsi quando improvvisamente compare una Rolls-Royce guidata da un autista.

Dall’auto esce una ragazza bellissima che gli dice: «Pover’uomo, ha intenzione di passare la notte qui sull’argine?».

Il barbone risponde: «Sì». E la donna: «Non posso permetterlo.

Verrà a casa mia e trascorrerà una notte piacevole, dopo aver consumato una buona cenetta».

E insiste perché l’uomo salga in macchina.

Poi, escono da Londra e arrivano in un luogo dove la donna possiede una splendida magione, circondata da un parco immenso.

Vengono accolti dal maggiordomo, al quale la donna dice:

«Per favore, James, assicurati che quest’uomo venga sistemato negli alloggi della servitù e che venga trattato bene». James esegue.

La giovane donna si è svestita e sta per andare a letto quando all’improvviso le viene in mente il suo ospite.

Così, s’infila qualcosa e attraversa il corridoio, fino agli alloggi della servitù.

Vede che dalla fessura della porta della stanza in cui è stato alloggiato il barbone filtra un filo di luce.

Bussa piano alla porta, la apre, e trova l’uomo sveglio.

Allora gli chiede: «Cosa c’è, buon uomo, non ha avuto una buona cena?».

E lui risponde: «Mai mangiato così bene in vita mia, signora».

«Ha abbastanza caldo?» chiede lei.

«Sì, grazie, il letto è caldo e confortevole» risponde lui.

Allora lei dice: «Forse ha bisogno di un’ di compagnia.

Perché non mi fa un po’ di posto?».

Così dicendo gli si avvicina,

lui le fa posto e cade dritto nel Tamigi.

 

Messaggio per un’aquila che si crede un pollo

Anthony de Mello

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